Aug
22
2014

La regola Aurea: come applicarla in fotografia

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Vi siete mai chiesti come mai alcune foto sono più interessanti di altre?
Come mai l’occhio è attratto da alcune zone di un inquadratura piottosto che da altre?
Cosa incuriosisce l’osservatore?
Da dove incominicia l’occhio ad assimilare una fotografia?

Impariamo a “leggere” una fotografia, per poi capire come “scriverne” di nostre.

Diaframmi, tempi, colori e soggetto hanno una loro fondamentale parte in questo gioco. Ma in questo articolo cercheremo di capire come comporre con giudizio seguendo la Regola Aurea.

STORIA:

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La Regola Aurea puó essere considerata il risultato della ricerca della “Perfezione”. Tutto ebbe inizio con gli antichi Greci che dedicavano tantissimo tempo allo studio e teorizzazione della natura e delle cose.

Pittura, scultura, architettura e musica, tutte le arti sono sempre state alla ricerca dell’Armonia e i Greci hanno teorizzato per noi questo argomento. C’è indubbiamente una armonia nel rapporto tra le cose. E dopo molti studio si è arrivati ad avere un Rapporto Aureo (o Sezione Aurea). Questo è la proporzione dei nostri comuni fogli A4, cosí semplici ma allo stesso tempo armoniosi. Il risultato di questo rapporto è il Numero d’Oro: 1,618933…

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Non voglio annoiarvi con citazioni teoriche e matematiche quindi vi rimando a wikipedia se volete approfondire.

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Importante sapere che questa regola è stata ed è tuttora usata come base di composizione per ogni opera artistica, dalla pittura alla fotografia. Per esempio Leonardo nel famoso “L’Uomo di Vitruvio”, o Botticelli nella “Venere”, per non parlare di Pablo Picasso e Piet Mondrian. Non importa quanto moderni siate, seguire le proporzioni auree è sempre una scelta sensata.

IN FOTOGRAFIA:

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Tra i fotografi è comunemente chiamata la Regola dei Terzi. Ed è stata semplificata con: “Dividete la vostra inquadratura in 3 parti verticale, e 3 parti orizzontali. I punti di intersezione di queste linee sono i punti di interesse dello sguardo”.
Semplice no?
Ineffetti si. Ma spesso ci si dimentica di applicare questa regola semplicissima quando scattiamo una foto, per questo è importante fare pratica e assimilarla.
L’errore che infatti commettiamo quando siamo alle prime armi è quello di centrare i soggetti all’interno della scena. Non c’è cosa più noiosa, come ad esempio centrare una persona. Risulta sempre banale e ritrito.

LA REGOLA DEI TERZI NEI RITRATTI:

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Come possiamo immaginare la regola dei terzi applicata al ritratto ci imporrá regole ferree sul posizionamento degli occhi. Nel ritratto il punto di forza, quello che da espressione e vita alla foto, sono gli occhi. Quindi dobbiamo fare molta attenzione a comporli correttamente. Posizionare gli occhi nei punti di forza della scena. Lasciare spazio su un lato, o catturare la direzione di uno sguardo. Ci dimentichiamo sempre che gli occhi “indicano”, e questa linea immaginaria ha un peso compositivo. Impariamo a rispettarla. Sfruttiamola!

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Man Ray, famosissimo fotografo ed artista statunitense di inzio secolo ha relizzato una foto meravigliosa che possiamo sfruttare alla perfezione per capire cosa significa posizionare gli occhi al punto giusto. Troviamo milioni di scatti che ci confermano il valore di questa teoria, quindi non datela per scontato. Certo ci sono mille eccezioni, ma prima di andare “contro le regole” vi consiglio di averle assimilate, per poi superarle!

LA REGOLA DEI TERZI NEI PAESAGGI:

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È buona norma quando scattiamo landscapes di non centrare l’orizzonte. Questo pregiudica la composizuione della foto. Anche se noi non notiamo subito la differenza quando poi riguardiamo le immagini ci danno una sensazione  “amatoriale” e disorientante. Per quanto noi aggiungiamo effetti su effetti questo non cambia. Vi assicuro che invece un paesaggio ben inquadrato anche senza postproduzione ci ispira bellezza.

Dobbiamo sempre ricordare che con le foto noi vogliamo trasmettere e comunicare qualcosa, quindi anche con un paesaggio dobbiamo scegliere cosa vogliamo far arrivare a chi “leggerá” il nostro scatto. Secondo la regola dei terzi possiamo decidere se posizionare l’orizzonte sul terzo superiore o su quello inferiore.

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Ovviamente se nel suolo ci sono elementi descrittivi importanti daremo più spazio al terreno (Foto in alto), altrimenti in caso contrario daremo spazio al cielo (Foto in basso). Quando il cielo è dominante sará più facile trasmettere una emozione di apertura, libertá e relax. Quando ivece la terra domina, beh è piú facile esprimere una sensazione di chiusura, pesantezza.

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Anche i Fotolibri CEWE sono di Proporzione Aurea, il formato A4 orizzontale è un ottimo modo per raccogliere i vostri scatti paesaggistici migliori. Non dimenticatevi di formare sempre i vostri libri!

A breve partirá un contest per il miglior Fotolibro Italiano, vi terremo aggiornati!

 

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Valerio Agolino

Sull'Autore Valerio Agolino

Fotografo Professionista, lavora per Cewe come Team Leader Italia e Foto Expert a Monaco di Baviera.

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