Aug
7
2017

Interrail: si parte!

Bianca, Davide, Sebastian e Valeria sono i quattro protagonisti dello stage fotografico organizzato da Cewe in collaborazione con Interrail, Leica e Huawei. Grazie ad un pass Interrail che gli permetterà di viaggiare in tutta Europa, un nuovo Huawei P10 e una fotocamera Leica ci racconteranno le loro esperienze e sensazioni tramite l’ausilio di articoli e fotografie. Lasciati conquistare dal loro entusiasmo… seguili in questa avventura!

Prima tappa: Monaco di Baviera!

Il nostro viaggio parte la mattina del primo agosto, con un treno che da Milano ci ha portato in 2 ore a Verona dove abbiamo cambiato per Monaco di Baviera. Una volta arrivati in stazione centrale siamo riusciti finalmente a incontrare Sebastian e Valeria, i due ragazzi austriaci che saranno con noi per i primi dieci giorni in Germania. Insieme, abbiamo utilizzato le ultime ore della giornate per visitare una piccola parte del centro città.

A colazione con Jorg Koopman

Durante la breve permanenza a Monaco abbiamo avuto la fortuna di incontrare Jorg Koopman, un importante fotografo che ci ha concesso un po’ del suo tempo per darci dei consigli su come interpretare fotograficamente il nostro viaggio. Jorg ha studiato fotografia alla State Academy Of Photographic Design a Monaco e come ci ha spiegato, i suoi lavori si concentrano principalmente sui viaggi e sui reportage. Circondati dalla piacevole atmosfera del Cafè Mariandl, abbiamo iniziato la conversazione chiedendogli come riuscisse a trovare i posti migliori per scattare le sue fotografie, la risposta non è stata per niente scontata: Jorg ci ha spiegato che nel mondo della fotografia, ognuno ha le sue regole, ogni foto proviene da un’intuizione propria e che quindi i posti migliori variano da persona a persona, a seconda dei propri gusti e delle proprie esperienze di vita.

Ci ha molto affascinato il modo che Jorg ha di pensare alle cose che lo circondano e lo storytelling che utilizza nei suoi reportage, durante l’intervista ci ha tenuto a specificare come ogni persona ha la sua storia, e dipende da noi saperla raccontare nel modo giusto. Si è soffermato soprattutto sul fatto che qualsiasi cosa succeda nella vita quotidiana potrebbe essere una breve storia da raccontare fotograficamente, per questo è sempre importante capire cosa ci succede intorno e immergerci nelle città che visiteremo, cercando di coglierne gli aspetti che più ci colpiscono.

cewe

Quando raccontiamo una storia attraverso delle fotografie, è difficile immaginarsi cosa troveremo sulla nostra strada. Molto spesso capita di fotografare dei luoghi o delle situazioni senza sapere neanche il perché; questo non è un male, sicuramente dopo un certo lasso di tempo, ci ritroveremo a guardare tali fotografie confrontandole con quelle appena scattate. Così facendo possiamo renderci conto che entrambe hanno lo stesso filo conduttore, individuando dei dettagli e delle peculiarità che inizialmente non erano state notate.

Questa pratica è molto utile quando vogliamo raccontare attraverso le foto, poiché grazie ad essa riusciremo a comprendere meglio cosa includere ed escludere dalla storia. È importante tenere a mente che lo storytelling fotografico è un po’ come scrivere un diario, inizialmente non occorre che sia scritto chiaramente, perché la cosa che conta è il contenuto, specialmente nei reportage fotografici dove la forma definitiva nasce durante la fase finale di editing.

I consigli di Jorg Koopman

  1. Dovremmo sempre tenere a mente, come ci ha consigliato Jorg, di non soffermarsi troppo sui luoghi più popolari delle città, perché spesso diventano delle vere e proprie trappole fotografiche. Spesso questi punti non sono neanche sufficienti per descrivere il posto in cui ci troviamo; diventa quindi fondamentale riuscire a interagire con l’ambiente circostante e con le persone che lo abitano, per avere una visione completa su ciò che ci circonda. La difficoltà, molto spesso, risiede nel rappresentare dei luoghi che nell’immaginario collettivo fanno inevitabilmente da protagonisti: come la Tour Eiffel a Parigi e il Colosseo a Roma. Per questa ragione infatti, è utile sapersi distinguere, cercando una strada parallela che aiuti a raccontare i luoghi più famosi senza cadere nella banalità.

2. Un consiglio interessante che ci è stato dato, è quello di utilizzare le bici per girare le città, perché grazie a quest’ultime, si può avere una visione molto più completa del posto, cosa che la metropolitana ad esempio non permette. Inoltre la bicicletta consente di risparmiare molto tempo, aiutando a capire in breve che cosa si ha intorno e ciò che è reputato utile per il reportage. Sicuramente sarà un’idea che sfrutteremo volentieri durante il nostro viaggio, spinti anche dalla popolarità del mezzo nei luoghi dove andremo. Nonostante ciò siamo consapevoli che in pochi giorni sarà impossibile riuscire a vedere tutto, per questo è importante essere molto selettivi.

Questi sono gli argomenti che durante la nostra conversazione ci sono rimasti più impressi, riteniamo infatti che faccia sempre molto piacere, soprattutto in fotografia, confrontarsi con altre persone. Infine Koopman ci ha parlato di una delle sue ultime produzioni, un piccolo libro dal nome “GrandTour”, pubblicato nel 2014, che racconta del suo ultimo viaggio della durata di due mesi in giro per l’Europa. Il libro è molto interessante, e sicuramente potrà darci ottimi suggerimenti riguardo alcune delle città che visiteremo.

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Una volta finito l’incontro, ci siamo diretti verso la stazione centrale di Monaco, dove siamo ripartiti verso la prossima tappa: Herborn.

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Testo e fotografie di Bianca del Balzo e Davide Mandolini

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