Aug
9
2017

Visita al quartier generale Leica: un sogno diventato realtà!

Bianca, Davide, Sebastian e Valeria sono i quattro protagonisti dello stage fotografico organizzato da Cewe in collaborazione con Interrail, Leica e Huawei. Grazie ad un pass Interrail che gli permetterà di viaggiare in tutta Europa, un nuovo Huawei P10 e una fotocamera Leica ci racconteranno le loro esperienze e sensazioni tramite l’ausilio di articoli e fotografie. Lasciati conquistare dal loro entusiasmo… seguili in questa avventura!

Il 3 agosto 2017 è un giorno che difficilmente dimenticheremo. Ogni amante della fotografia potrà capirci, perché entrare dentro il quartiere generale di Leica è davvero un’emozione unica. Wetzlar, città che ospita l’edificio, è stata la nostra seconda tappa, che ci ha permesso di ritirare le fotocamere Leica da utilizzare per l’intera durata del viaggio.

Siamo stati accolti dal responsabile vendite Claus Leyser e dal fotografo Oliver Vogler che, dopo una breve introduzione, ci hanno guidato all’interno dello studio fotografico dell’azienda, dove abbiamo approfondito alcune delle funzionalità delle macchine fotografiche. Sempre in studio, abbiamo avuto la fortuna di poter provare un’ incredibile medio formato come la Leica S, realizzando a vicenda alcuni ritratti: il tutto con l’aiuto di Vogler che ci ha insegnato qualche trucco per una corretta esposizione delle immagini. È stato molto formativo poter usare tante attrezzature così performanti e professionali, i ritratti infatti ci hanno lasciato a bocca aperta; successivamente Oliver ha scelto le migliori fotografie, mostrandoci come giocare con luci e ombre e come editarle al meglio con Adobe Lightroom.

Leica Q e Leica TL

Una volta finito il breve workshop la nostra attenzione si è spostata verso le fotocamere appena ricevute (una Leica Q e una Leica TL), ci siamo quindi spostati all’esterno dell’edificio per testarne le funzionalità: eravamo troppo felici di avere delle Leica al collo per non cominciare ad usarle, inoltre il parco che circonda l’azienda è veramente interessante ed è stato un piacere potervi scattare delle foto. È stupefacente pensare che l’intera struttura sia costata ben 56 milioni di euro e che la volontà degli ideatori sia stata quella di realizzare una planimetria che riprendesse tre dei principali prodotti Leica: un binocolo, una lente e una macchina fotografica.

Nel complesso l’architettura è veramente affascinante, non si tratta solo del luogo dove vengono assemblate la maggior parte delle fotocamere, ma di una vera e propria struttura pensata e creata per gli amanti della fotografia, rispecchiando in pieno la filosofia del brand. L’edificio è molto minimale, prevalentemente bianco e grigio, si estende per 2 km quadrati e comprende all’esterno anche un bar per i visitatori: il tutto forma una struttura perfettamente geometrica.

Un pò di storia...

Arrivata l’ora del pranzo, siamo stati invitati nella mensa dei dipendenti, la quale ci ha lasciato positivamente colpiti sia per la qualità che la varietà del cibo, noi italiani facciamo sempre molta attenzione quando si parla di cibo ed è piacevole poter gustare delle buone pietanze anche in altri paesi. Terminato il pasto siamo stati guidati da Lukas -un dipendente dell’azienda- per tutto il museo Leica dove abbiamo scoperto la storia della famiglia che ha dato vita al brand (Leitz) e quella di Oskar Barnack: ideatore nel 1925 della prima fotocamera in commercio, la Leica IA.

È stato interessante scoprire come sia stato complicato per la famiglia Leitz decidere di investire su un prodotto così innovativo e costoso come la fotocamera compatta. Lukas ci ha spiegato come, secondo alcuni racconti, la decisione finale fu presa da Leitz II il quale, durante una riunione molto importante con tutti gli investitori, si alzò sbattendo i pugni sul tavolo ed esclamando: “Produrremo questa fotocamera!”, fu così che la produzione della Leica IA ebbe iniziò.

Nonostante la possibilità di realizzare per la prima volta un’ immagine in movimento, sostituendo anche i 20kg circa di attrezzatura che i fotografi dovevano portarsi con se, pochissime persone comprarono la prima versione della fotocamera, che quindi si rivelò un parziale insuccesso. Leitz non si perse d’animo: insieme ad Oskar Barnack dettero vita nel 1932 al secondo modello Leica mai prodotto, la Leica II, che a differenza della prima ebbe un enorme successo.

Due altre importanti tappe per l’azienda furono la realizzazione delle Leica M3 e Leica M6: con la prima venne lanciata sul mercato la possibilità di intercambiare le lenti, mentre la seconda fu una delle migliori analogiche mai prodotte. Per trovare la prima fotocamera digitale dell’azienda, dobbiamo aspettare fino al 2006, anno che catapulterà Leica con grande successo nel mercato delle macchine fotografiche moderne.

Dopo averci raccontato la storia dell’azienda, Lukas ci ha portato a vedere la fabbrica, che sfortunatamente non era in funzione, raccontandoci alcuni dei principali momenti di produzione della fotocamera. Il tour si è concluso con una breve visita sul tetto che ci ha permesso di osservare l’edificio dall’alto e di fare gli ultimi scatti fotografici, con l’intento di ricordare ogni momento  passato nella sede principale di un marchio così importante come Leica.

Foto Ritratti by Oliver Vogler

Uno dei momenti più interessanti dell’intera giornata è stato quello trascorso insieme ad Oliver Vogler, fotografo professionista presso la Leica Akademie che ci ha dato parecchi consigli inerenti alla corretta esposizione delle immagini. Il tutto è iniziato con una breve introduzione sulla storia dell’azienda e su come utilizzare le nostre fotocamere. Dopo averci portato all’interno del loro studio di posa ci ha dato dei suggerimenti su come mettere a fuoco vari dettagli e su come realizzare i ritratti. Ma la parte più divertente e particolare è arrivata quando ci ha chiesto di posare per lui per poter realizzare dei foto ritratti! E’ stato un momento emozionante e che abbiamo accolto tutti quanti con grande entusiamo. Il risultato è stato eccezionale!

bianca cewe leica
davide cewe leica

Zaini in spalla, fotocamere al collo, e dopo aver salutato tutte le persone che ci hanno seguito, lasciamo Wetzlar, consapevoli che non dimenticheremo facilmente una giornata come quella del 3 agosto.

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Testo e fotografie di Bianca del Balzo e Davide Mandolini

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