Aug
14
2017

Herborn: un mix di magia e tradizione

Bianca, Davide, Sebastian e Valeria sono i quattro protagonisti dello stage fotografico organizzato da Cewe in collaborazione con Interrail, Leica e Huawei. Grazie ad un pass Interrail che gli permetterà di viaggiare in tutta Europa, un nuovo Huawei P10 e una fotocamera Leica ci racconteranno le loro esperienze e sensazioni tramite l’ausilio di articoli e fotografie. Lasciati conquistare dal loro entusiasmo… seguili in questa avventura!

Herborn è stata la nostra prima e vera tappa di questa lunga avventura: questa piccola cittadina probabilmente non è tra le più conosciute della Germania e questo secondo noi è davvero un peccato, perché ha tantissime attività da offrire.

L’intera città si sviluppa all’interno di una vallata dove salendo sulle colline circostanti è possibile godere di un’ottima visuale sull’intero complesso urbano, ammirandone tutto il suo fascino dall’alto. La peculiarità di Herborn è quella di essere un borgo medioevale tra i più antichi di tutta l’area, dove le case si fanno notare sia per lo stile architettonico che per i forti colori che le caratterizzano. Dopo una prima camminata, ci è sembrato immediatamente di stare dentro una fiaba, tutto sembra muoversi molto lentamente, soprattutto le giornate che durante la nostra permanenza ci sono sembrate estremamente più lunghe; gli edifici inoltre, sono abbelliti anche dai raggi del sole che filtrano tra i vicoli della città, rendendola ancor più intrigante.

Fotofreunde

Passano i giorni, e leghiamo sempre di più con i due ragazzi austriaci che saranno con noi per questa prima parte del viaggio: conoscere persone di un’altra nazionalità con cui si ha da subito un buon feeling è sempre un piacere. Tra i vari abitanti locali conosciuti, ci ha fatto molto piacere incontrare il gruppo fotografico dei Fotofreunde, che ci ha accompagnato nei nostri giorni ad Herborn, mostrandoci dei posti ideali per scattare delle foto e regalandoci la loro compagnia. Grazie a loro siamo riusciti a vedere la città da un altro punto di vista e a scoprire un po’ della storia che la caratterizza: la città durante la seconda guerra mondiale, è stata risparmiata dai bombardamenti, lasciando così intatte tutte le strutture, questo è il motivo principale per cui il centro vanta ancora moltissimi edifici storici.

Herborn ha una popolazione di 22.000 abitanti, prevalentemente adulti: questo è dovuto al fatto che non vi è presente nessuna università, motivo per cui la maggior parte dei giovani, al termine degli studi primari migra verso altre mete. Curiosità affascinante è il bosco che si sviluppa intorno alla città: un immenso parco naturale all’aria aperta, creato e gestito da alcune associazioni volontarie dove sono presenti moltissime specie di animali. Tra i molti che abbiamo ammirato, il nostro preferito è stata sicuramente l’alce che si è avvicinata come se volesse essere fotografata; noi non solo l’abbiamo fotografata, siamo riusciti anche ad accarezzarla, che emozione! Al termine di questo immenso parco abbiamo trovato una torre di legno dalla quale si può osservare tutta la città dall’alto, dove sfruttando anche la bellezza del cielo, ci siamo concessi un po’ di tempo per foto e timelapse.

Nei giorni passati a Herborn, abbiamo trovato del tempo anche per uscire a mangiare un gelato, approfittando di una manifestazione per ciclisti, organizzata nella piazza principale, che ha coinvolto la maggior parte degli abitanti. Impressionante vedere come una città che all’apparenza sembra vuota, si sia riempita in così poco tempo di tantissime persone arrivate anche da fuori. Terminato l’evento sportivo abbiamo avuto la fortuna di incontrare il sindaco di Herborn che ci ha introdotto nella sala del comune dove vengono celebrati anche i matrimoni: la stanza ha una vista mozzafiato della piazza principale e al suo interno vi sono custoditi dei dipinti del 1700 in ottime condizioni.

Alla scoperta dell'azienda di campane Rincker

Altro importante pezzo storico visitato in questi giorni è stato il castello: situato nelle colline circondanti la città, esso ospita la scuola di teologia più importante della zona. Accompagnati dalla direttrice abbiamo fatto un giro dell’edificio e della libreria del posto, dove abbiamo visto manufatti di scienza e teologia risalenti al 1600. Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dal panorama che offre il castello, ed essendo mattino presto abbiamo usato il nostro Huawei P10 per riprendere i primi raggi del sole. Ultima tappa a Herborn è stata l’azienda produttrice di campane più importante e antica d’Europa, gestita dal signor Christian Rincker.

L’attuale direttore -che porta ancora il cognome dei suoi discendenti- ci ha raccontato nel dettaglio come vengono realizzate delle campane: il procedimento è molto complesso, nessuno si aspettava così tanto impegno dietro a una costruzione del genere. Quando Christian ci ha mostrato il museo di famiglia, un enorme campana sotterranea, è stato divertente ritornare per un attimo bambini, iniziando a suonare tutte le campane custodite all’interno. I giorni passano e noi siamo sempre più ricchi di incontri, di fotografie e di esperienze vissute. Adesso dobbiamo lasciare Herborn, consapevoli però, che prima o poi ritorneremo in questa carinissima città che ha saputo accoglierci così caldamente.

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Testo e fotografie di Bianca del Balzo e Davide Mandolini

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