Aug
16
2017

Oldenburg e Borkum: una piccola avventura nel nord della Germania

Bianca, Davide, Sebastian e Valeria sono i quattro protagonisti dello stage fotografico organizzato da Cewe in collaborazione con Interrail, Leica e Huawei. Grazie ad un pass Interrail che gli permetterà di viaggiare in tutta Europa, un nuovo Huawei P10 e una fotocamera Leica ci racconteranno le loro esperienze e sensazioni tramite l’ausilio di articoli e fotografie. Lasciati conquistare dal loro entusiasmo… seguili in questa avventura!

Cinque ore di treno, due cambi, un pranzo ed eccoci arrivati a Oldenburg: città che ospita la sede principale di Cewe. Durante il nostro soggiorno, nonostante il freddo e la pioggia, abbiamo davvero apprezzato la città e il suo centro, che vanta ancora degli edifici del 19esimo secolo.

Arrivati in città la sera di Lunedì, nonostante la stanchezza accumulata dal viaggio, siamo usciti in centro per osservare un po’ il posto, consapevoli del fatto che non saremmo stati in giro a lungo. La grandezza del centro città ci ha colpiti, nessuno di noi quattro se lo aspettava così esteso e pieno di bar e ristoranti. Guidati dalla musica che sentivamo in lontananza, attraversiamo il centro fino ad arrivare alla piazza principale dov’è situata la chiesa più importante di Oldenburg: la St. Lamberti Church. Non avendo ancora mangiato la nostra attenzione è stata attirata da un locale spagnolo, che con le tipiche tapas e una vasta scelta di bevande, ha saputo pienamente soddisfare i nostri palati.

Cewe Headquater

La mattina dopo ci siamo alzati abbastanza presto, l’emozione era alle stelle e non vedevamo l’ora di poter varcare la soglia del quartiere generale di Cewe, situato non troppo lontano dal centro della città. Siamo subito accolti da due responsabili, che ci hanno illustrato le principali caratteristiche della società e della sua fabbrica. Dopo una breve chiacchierata veniamo guidati da due tirocinanti verso la parte dell’edificio dove avvengono le magie: la produzione. Sono più di 600 le persone che attualmente si occupano di sviluppare, stampare e imbustare le fotografie che tutti i loro 25000 clienti gli mandano durante l’anno. La cosa che ci ha colpito maggiormente è il fatto che la produzione non chiude mai, è aperta 24 ore su 24 con delle persone addette solo al turno notturno. Per la produzione del Fotolibro Cewe, il prodotto più importante che l’azienda vanta, è stato creato appositamente un intero edificio, che si occupa esclusivamente di quello. Il fotolibro non è solo il prodotto principale, ma è anche quello su cui l’azienda punta maggiormente, questo è il motivo per cui una parte della produzione è interamente dedicata ad esso. La visita è stata davvero molto formativa: nessuno di noi si immaginava così tante persone all’opera con così tanto lavoro da svolgere.

Dopo la fabbrica, abbiamo visitato lo studio fotografico, dove Jacob e Pauline (due fotografi Cewe) hanno creato appositamente per noi un set con tanto di luci e softbox, il tutto per permetterci di scattare delle foto ad alcuni oggetti. Siamo così riusciti ad analizzare le funzionalità delle nostre Leica e dei nostri Huawuei anche in uno studio professionale. Siamo rimasti piacevolmente colpiti soprattutto dal telefono, che ha scattato veramente delle ottime foto anche in un ambiente dove solitamente si scatta solo con le macchine fotografiche. Infine, negli uffici dell’azienda abbiamo svolto un breve meeting per parlare del nostro viaggio e di quello che ci aspettiamo da questa esperienza.

Ci abbiamo tenuto a far notare quanto sia interessante per noi poter viaggiare con altri professionisti del mestiere, aiutandoci a vicenda su molti aspetti creativi e scambiandosi ognuno il proprio punto di vista. Al termine della riunione, dopo aver salutato e ringraziato chi ci ha accompagnato durante la giornata, abbandoniamo la sede diretti verso il centro della città. Non credevamo ancora ai nostri occhi, vedere così tante persone all’opera in un unico edificio per stampare così tante fotografie è stato magnifico.

Una volta in centro, ha preso il via il nostro giro turistico: la sera prima Oldenburg ci ha affascinati talmente tanto che abbiamo deciso di visitarla con l’aiuto di Bernd Munderloh la nostra guida. Nonostante la pioggia il tour è stato molto divertente, inoltre  Bernd avendo da sempre vissuto li, ci ha raccontato molti segreti del posto. Ritenuta troppo indietro coi tempi e troppo antica, Oldenburg si è parecchio modernizzata dopo le guerre del 20esimo secolo buttando giù alcuni degli edifici più antichi per poi ricostruirne di nuovi e più moderni (secondo il nostro parere, molto meno affascinanti). Una volta in centro, ha preso il via il nostro giro turistico: la sera prima Oldenburg ci ha affascinati talmente tanto che abbiamo deciso di visitarla con l’aiuto di Bernd Munderloh la nostra guida. Nonostante la pioggia il tour è stato molto divertente, inoltre  Bernd avendo da sempre vissuto li, ci ha raccontato molti segreti del posto. Ritenuta troppo indietro coi tempi e troppo antica, Oldenburg si è parecchio modernizzata dopo le guerre del 20esimo secolo buttando giù alcuni degli edifici più antichi per poi ricostruirne di nuovi e più moderni (secondo il nostro parere, molto meno affascinanti).

Eravamo tutti e quattro un po’ malinconici per il fatto di doverci dividere, è incredibile come in poco tempo si possa instaurare un rapporto di amicizia così sincero con persone mai viste prima. Per passare l’ultima giornata insieme abbiamo quindi deciso di visitare Borkum, un’isola nel North Sea che è considerata località turistica per i tedeschi.

Borkum

La giornata non poteva andare meglio, abbiamo affittato delle bici e pedalato per tutta l’isola ridendo come dei matti, fermandoci solo per scattare delle foto. La via principale, che si sviluppa a partire dall’immenso faro situato in mezzo all’isola, è ricca di negozi bar e ristoranti dove i turisti sostano per rinfrescarsi. La spiaggia invece, è stata la sorpresa più grande: un’immensa distesa di sabbia bianca con al posto dei soliti ombrelloni delle piccole baracchine costruite presumibilmente per riparare i bagnanti dal vento e dalla pioggi, che si alternano costantemente con il sole. Una volta finita la giornata abbiamo ripreso il trenino (già preso all’andata) per ritornare al porto, un treno che sembrava quasi finto, con un sacco di vagoni ognuno di colore diverso.

La prima parte di questo bellissimo viaggio si è conclusa, salutiamo Sebastian e Valeria perché da ora in poi, saremo soltanto noi due… e adesso si va a Berlino!

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