Aug
25
2017

Budapest, la perla del Danubio

Bianca, Davide, Sebastian e Valeria sono i quattro protagonisti dello stage fotografico organizzato da Cewe in collaborazione con Interrail, Leica e Huawei. Grazie ad un pass Interrail che gli permetterà di viaggiare in tutta Europa, un nuovo Huawei P10 e una fotocamera Leica ci racconteranno le loro esperienze e sensazioni tramite l’ausilio di articoli e fotografie. Lasciati conquistare dal loro entusiasmo… seguili in questa avventura!

Lasciamo Vienna un po’ malinconici, pensiamo che sia troppo grande per essere visitata in soli due giorni e mezzo, nonostante questo però abbiamo apprezzato ogni singolo momento passato nella capitale austriaca. Il prossimo treno ci porterà in un’altra capitale Europea: Budapest, un paradiso per tutti quei viaggiatori che amano esplorare le città alla ricerca di posti segreti. L’uomo ha giocato un ruolo fondamentale nella creazione di questa bellissima città, architettonicamente infatti è considerata un tesoro, con edifici risalenti ai tempi barocchi, neoclassici e dell’art nouveau; tutti costruiti verso la fine del XIX, durante la sua epoca d’oro. Budapest è considerata da tutti la perla del Danubio, sia per i suoi tesori artistici che soprattutto per i suoi romantici paesaggi sul fiume che la attraversa. Essa è una città immensa formata da Buda e Pest divise in due dal fiume.

Sia io che Davide avevamo visitato la città molto tempo fa dimenticandoci di conseguenza tutte le informazioni principali sui mezzi di trasporto e su come muoversi. Una volta trovato un modo per raggiungere il centro, arriviamo davanti all’ostello: situato nella Váci utca (la via principale di Budapest piena di negozi delle marche più famose), si è rivelato un’ottima scelta, posizione perfetta e staff davvero gentile. Come al solito non abbiamo perso tempo lasciando l’ostello quasi subito e, vista la stanchezza accumulata sulle gambe scegliamo come prima tappa una delle famose terme di Budapest, precisamente la Széchenyi, situata all’interno del parco Városliget. Prima di concederci un po’ di sano relax all’interno delle saune e delle piscine bollenti non abbiamo resistito all’idea di poter scattare delle foto all’interno di queste bellissime architetture.

Visita alle terme di Budapest

Considerata città delle acque termali e medicinali dal 1934, Budapest è sinonimo di terme, e non è difficile capirne il motivo. Nella città si contano centinaia di sorgenti dalle quali sfornano ogni giorno milioni e milioni di litri d’acqua termale, con una temperatura tra 20 e 76 °C. Le persone che vi si recano durante tutto l’anno sono moltissime, sia d’estate che d’inverno, è una meta apprezzata molto anche dai turisti che si concedono qualche ora di relax per rigenerare corpo e mente. Consigliamo molto vivamente una giornata all’interno di una delle molte sorgenti termali che la città offre, ognuna presenta architetture di diverso stile.

Orientarsi nelle vie di Buda per noi non è stato assolutamente un’ problema, il centro storico è piccolo e si può girare interamente a piedi. Come primo monumento abbiamo visto la famosa Chiesa del Re Mattia, luogo di incoronazione per i maggiori re ungheresi; successivamente siamo passati davanti al Bastione dei pescatori, dove abbiamo goduto di una bellissima vista dal balcone di questa favolosa costruzione; infine abbiamo visto il quartiere medievale, dove abbiamo preso la funicolare da Clark Adam Ter per raggiungere Piazza Szent Gyorgy sulla Collina del Castello di Buda, li si trovano i più importanti monumenti medievali di Budapest e abbiamo potuto ammirare un fantastico panorama su tutta la città e il Danubio.

Tour con Miklós Mayer

Anche in questa città abbiamo avuto la fortuna, come a Praga, di svolgere un tour fotografico insieme a un fotografo esperto del posto, che ci ha dato moltissimi consigli su come poter scattare delle foto notturne a Budapest, i posti che ha scelto erano tutti molto strategici e lontano dai molti turisti che girano per la città. Come primo posto siamo andati in cima al castello in un angolo un po’ nascosto dal quale abbiamo potuto avere una visuale perfetta per delle foto dall’alto; il secondo luogo è stato il Liberty Bridge, qui Myklos Mayer (questo il nome del fotografo) ci ha portati su un piccolo balcone dove abbiamo avuto l’occasione di fare alcuni scatti delle macchine in movimento sul ponte. Infine sempre rimanendo nella città di Buda, abbiamo raggiunto il Parlamento e per fare degli scatti dall’altra sponda del fiume.

L'intervista a Miklós Mayer

Com’è nata la tua passione per la fotografia?

Sin da piccolo amavo scattare fotografie relative alle vacanze con la mia famiglia. Di sicuro questa mia passione è connessa profondamente con l’astronomia. Nel 2009 ho acquistato la mia prima DSLR e da quel momento ho potuto sperimentare tantissime cose senza dover più chiedere soldi a mio padre per comprare pellicole e film.

Perchè ami organizzare tour notturni?

Budapest è magica durante la notte. Indipendentemente dal tempo: che sia inverno o estate poco importa perché la vista notturna è sempre più magica e particolare. Inoltre la maggior parte dei turisti trascorrono 1-2 notti in città e non sanno realmente quale area visitare e molti di loro non si sentono a loro agio nel camminare di notte in una città straniera.

In che modo scegli i posti da fotografare?

Semplicemente se posso realizzare grandi composizioni da quella posizione. Si tratta di un processo legato alla tecnica fotografica. Alcuni luoghi sono molto turistici, mentre altri sono nascosti e si possono raggiungere solo a piedi.

Puoi dirci qualcosa in merito ai tuoi luoghi preferiti a Budapest? Perché ti piacciono così tanto?

Il mio posto preferito è la “Citadel”, è il luogo nel quale vado ogni volta che voglio ammirae “The Blue Hour”. Ci sono anche altri luoghi nei quali poter mettere insieme la bellezza del Danubio con le affascinanti scie di luce delle barche e delle auto, ad esempio a Chain Bridge.

Puoi parlarci del tuo progetto “Budapest in the fog”?

Nel gennaio 2011 era stato annunciato che la nebbia sarebbe stata molto bassa durante il giorno. Quella mattina mi sono alzato molto presto ed ho camminato fino alla collina Hármashatár. La previsione meteo era giusta…l’intera città era ricoperta di nebbia lasciando visibili sono pochissimi palazzi. Ho sistemato la mia attrezzatura il più velocemente possibile ed ho iniziato a scattare sequenze con intervalli di 3 secondi. Ero sicuro che sarebbero stato degli scatti epici. Avevo intenzione di realizzare un intero film timelapse, non solamente una sequenza, per questo stavo aspettando di scattare altre fotografie. Fortunatamente mia moglie mi ha spinto a rendere pubbliche quelle foto, per cui ho inviato una delle tante fotografie alla NASA’s Earth Picture of the Day. E’ stata scelta e fortunatamente anche i media ungheresi l’hanno notata. Quella foto è abbasanza nota e persino la centrale elettrica mi ha contattato per congratularsi con me. Dopo diversi mesi il mio film timelapse era finito e pronto per essere diffuso attraverso i media ungheresi.

Tre aggettivi per descrivere il tuo lavoro.

Indipendente, grandioso, amicale.

Cosa ti piace del tuo lavoro?

Incontro persone da ogni parte del mondo ogni giorno e condividiamo la stessa passione. Inoltre vivo la parte più bella di Budapest praticamente ogni giorno!

Qual è il consiglio che ti senti di dare a chi sta entrando nel mondo della fotografia?

Quello di sperimentare con le composizioni e l’esposizione e di cercare sempre di spiegare per quale motivo una foto è più particolare rispetto ad un’altra. Sfoglia le fotografie fatte da professionisti e vieni a farmi visita a Budapest per trascorrere un Night Photo Tour insieme!

Per noi visitare Berlino, Praga, Vienna e Budapest tutti di fila è stato veramente un tour de force. Le nostre gambe non reggevano più, ma eravamo davvero felici della meravigliosa esperienza che stavamo facendo, tanto che sembravamo non sentire la fatica accumulata. Come ormai eravamo soliti fare, ci siamo caricati gli zaini in spalla pronti per la nostra nuova tappa. Questa volta torneremo in Austria, dove rimarremo per parecchio tempo.

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Testo di Bianca del Balzo – Fotografie di Davide Mandolini e Bianca del Balzo

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